
MILANO - Una copertina autocensurata da un adesivo che copre la foto di Fabri Fibra con la testa segata e il cervello in vista. Non è la cosa più forte di «Controcultura», nuovo cd del rapper in uscita il 7 settembre. Quello che Fibra butta nelle rime delle nuove canzoni sono immagini forti, attacchi personali e un ritratto impietoso dell'Italia di oggi. Ce n'è per Marco Carta gay non dichiarato, Laura Chiatti che gli si sarebbe offerta, Fabio Fazio mandato a quel paese, Paolo Brosio impegnato fra coca e modelle, c'è la tv in stile «La Pupa e il Secchione» ribattezzato «La troia e il caso umano», Noemi Letizia fa rima con «Striscia la notizia», non mancano gli scandali sessuali dalla D'Addario a Brenda e Marrazzo. Abbastanza da spingere la Universal, la sua casa discografica, a stampare nel libretto una nota in cui si dice «non in grado di interferire nella libera manifestazione del pensiero dell'artista» e «totalmente estranea».
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